La gerarchia dei rifiuti è un modello che aiuta a stabilire le priorità su come i rifiuti dovrebbero essere gestiti.
Il principio di base è semplice: prima dobbiamo cercare di evitare che i rifiuti si generino. Poi dobbiamo riutilizzare ciò che può ancora essere usato. Se non è possibile, dobbiamo riciclare i materiali. E solo quando queste opzioni sono esaurite si scende nella gerarchia, fino al recupero energetico tramite incenerimento.
È un modo importante di pensare ai rifiuti. Anche quando si parla di tessili.
La soluzione migliore, naturalmente, è usare meno tessili, usarli più a lungo e riutilizzarli direttamente quando la qualità è sufficientemente buona. Abiti, tessili e materiali che possono ancora essere utilizzati dovrebbero ovviamente avere la vita utile più lunga possibile.
Ma i rifiuti tessili sono una categoria complessa.
Non si tratta solo di capi che possono essere rivenduti o appesi su una gruccia in un negozio dell’usato. Possono essere anche stracci, abbigliamento da lavoro, tessili industriali, tessili per arredamento, materiali misti, prodotti usurati e tessili con bottoni, cerniere, rivestimenti, stampe e altri componenti.
Una parte può essere riutilizzata direttamente.
Una parte può essere riciclata in nuovi tessili.
Ma una grande parte non è adatta a nessuna delle due opzioni.
È qui che la gerarchia dei rifiuti diventa particolarmente rilevante. Perché il modello non riguarda solo la scelta della soluzione ideale. Riguarda anche la scelta della migliore soluzione possibile quando quella ideale non è realistica.
Se un tessile non può essere riutilizzato direttamente, va verificato se il materiale può essere riciclato in nuovi tessili. Se non è possibile nemmeno questo, bisogna valutare altri impieghi in cui il materiale possa avere una vita lunga e pratica.
Perché l’alternativa, troppo spesso, è l’incenerimento.
In Retextil lavoriamo con quella parte dei rifiuti tessili per cui il riuso diretto o il riciclo tessile-tessile non sono realistici. Qui i tessili possono invece entrare in nuovi materiali e nuovi impieghi, tra cui i materiali da costruzione.
Non si tratta di abbassare le ambizioni sui rifiuti tessili. Si tratta di avere ambizioni che sappiano anche gestire la realtà.